52. Autonomia
“Aspetta, prima di metterti i pantaloni, ti sei cambiato le mutande?”
“Sì guarda che si veste da solo” mi urla dalla cucina mia moglie.
Questa newsletter si chiama Vulnerabile e racconta il rapporto con mio figlio, che ha una malattia genetica rarissima. Fa tante cose che appaiono complesse, ma altre, più semplici, restano sfide enormi.
Esce di sabato, che è il nostro momento insieme. O almeno vorrei che lo fosse.
Nonostante le mille dichiarazioni su quanto sia importante per me come genitore incoraggiare l’autonomia, mi scopro spesso impreparato ai timidi balzi in avanti di mio figlio.
Insistere e supportare per anni l’acquisizione di comportamenti relativamente semplici ha attivato una sorta di routine secondo la quale noi genitori dobbiamo essere sempre presenti per guidare, aiutare e spesso sostituire. Quando, poi, lui quei comportamenti li acquisisce davvero, faccio fatica ad accorgermene e continuo con la mia vecchia abitudine.
L’elenco delle autonomie che mio figlio sta lentamente iniziando ad acquisire è lungo e comprende: lavarsi i denti, vestirsi e svestirsi (sebbene spesso metta a lavare abiti puliti semplicemente perché non gli piacciono), lavarsi, andare a letto. Anche farsi il letto, ma su questa mia insistenza non tutti i membri della famiglia concordano.
Mia moglie è molto più capace di me di rendersi conto dei suoi progressi e di lasciare che se la sbrighi da solo. Per lei è più importante un risultato parziale, ma autonomo.
Ultimamente dopo cena gli chiediamo perentoriamente di lavarsi bene le mani dopo aver lasciato la tavola. Allora lo sentiamo andare in bagno, aprire l’acqua, sciacquarsi le mani, lavarsi la faccia a lungo e molto rumorosamente (“blblblblblb”). Quasi mai, nemmeno tendendo le orecchie, percepiamo il cigolio del dispenser del sapone liquido. Comunque è un’enorme soddisfazione.
Ci vediamo sabato prossimo.



In questi anni quanti progressi abbiamo visto! ed è grazie alla vostra tenacia e grande amore. Avete dimostrato che tanto si può raggiungere con una visione chiara e tanto impegno. Stefano è un furbetto....quello che non fa è perché non gli piace 😉
Zane scusa eh...ma la felpa che si mette nella foto ha una patacca enorme...forse ha ragione lui quando mette i vestiti a lavare!!