62. Lunch box
Nel ritmo delle settimane apprezzo particolarmente il lunedì e il martedì, sebbene siano molto “pieni”. Sono i giorni in cui mio figlio, dopo la scuola, resta al Balzo, il centro educativo che lo segue da tanti anni.
Questa newsletter si chiama Vulnerabile e racconta il rapporto con mio figlio, che ha una malattia genetica rarissima. Fa tante cose che appaiono complesse, ma altre, più semplici, restano sfide enormi.
Esce di sabato, che è il nostro momento insieme. O almeno vorrei che lo fosse.
La cosa che mi piace è che, alla mattina presto, complice l’insonnia, posso preparargli il pranzo che porterà con sé. Tiro fuori due lunch box dell’Ikea, un contenitore giallo per le posate e inizio a pensare, guardando nel frigorifero e nel congelatore. Il pasto deve rispettare alcuni vincoli: la varietà (in genere primo, secondo e contorno, se non c’è il contorno della frutta, altrimenti piatto unico con contorno), il poter essere scaldato al microonde, essere ragionevolmente sano, ma attraente.
Si tratta di un bel momento di intimità e di cura, con un tocco surreale. Accade, infatti, che prima delle 5 del mattino accenda il forno, cuocia delle polpette, una torta salata, affetti dei finocchi e disponga tutto nelle lunch box.
Quando si sveglia viene a vedere e insiste per aprire. Fortunatamente sa che non può cambiare menù, ma guarda con curiosità. Inseriamo il tutto in una borsa da pic-nic e poi nella cartella.
Alla sera gli chiedo sempre: “Ti è piaciuto il pranzo?”
“Sì”
“Ti ricordi cosa hai mangiato?”
“Eeeeeeeh, pasta al pesto”
“No, ti avevo messo le polpette”
“Veg?”
“Sì, veg”
Apro le lunch box sul banco della cucina. Non faccio commenti. Guardo. Sono rimaste tutte le carote.
Lo noto e basta.
Non chiedo spiegazioni. Non faccio calcoli. Non penso che avrei potuto fare qualcosa di diverso. Registro. Come si registrano le cose che non dipendono da te.
Ci vediamo sabato prossimo.



Stanotte ho fatto un sogno stranissimo. Ospitavate me e mia figlia a casa vostra. Una casa piccola (nel mio sogno avevate 4 figli e uno in arrivo, povera Renata) ma la vostra ospitalità era meravigliosa. Tutto intorno c'erano oggetti di uso comune e giocattoli, tutti a vista. Erandomenica ed avete organizzato una grande festa per amici e parenti con una specie di giochi senza frontiere. I bostri figli ridevano felici e voi illuminavate tutta questa situazione con la vostra accoglienza. Avevate organizzato anche un buffet piuttosto goloso (e io ho pensato come avesse fatto Renata con la pancia e 3 figli) e per fortuna non c 'erano le carote :-)! Un abbraccio forte❤️
Le carote lasciate lì, come penso hanno fatto quasi tutti i ragazzi che ho conosciuto! Haha! Complimenti per la preparazione dei pasti fatta bene. Vedrai che darà dei buoni risultati. 😊