67. Radiocomando
Il rapporto tra mio figlio e le macchine radiocomandate non è mai stato facile. Forse troppo complesse da governare, troppo rumorose.
Durante la pandemia ne aveva una molto semplificata su cui avevo montato la mia GoPro per fare dei filmati spettacolari. Non sapevamo come impiegare il tempo e questa idea aveva dato molta soddisfazione. A me almeno.
Questa newsletter si chiama Vulnerabile e racconta il rapporto con mio figlio, che ha una malattia genetica rarissima. Fa tante cose che appaiono complesse, ma altre, più semplici, restano sfide enormi.
Esce di sabato, che è il nostro momento insieme. O almeno vorrei che lo fosse.
Poco dopo Natale però qualcosa è cambiato. Due cari amici gliene hanno regalata una molto acrobatica e con capacità anfibie. Batterie ricaricabili, ruote grosse e illuminate, capacità di ribaltarsi e girare su se stessa.
Incredibilmente è diventato l’unico gioco che è in grado di fare da solo e tenerlo agganciato, anche per decine di minuti.
Non posso dire che sia bravo a manovrarla - i suoi polpastrelli sul radiocomando mi pare vadano un po’ a caso - ma la segue, si diverte e soprattutto resta concentrato.
Così giovedì pomeriggio, con le scuole chiuse e una mia giornata di ferie, siamo andati al parco per la prima volta della macchina radiocomandata all’aperto.
Il gioco è andato bene, ogni tanto il veicolo si impigliava nell’erba, ma riusciva sempre a uscirne con mille acrobazie.
Dopo un po’ lui ha smesso di guardare la macchina. Aveva scoperto che dal viale passavano le auto e salutava tutti. A un certo punto si è fermata una pattuglia dei vigili: gli agenti hanno abbassato il finestrino, probabilmente convinti che qualcosa non andasse. Li ho rassicurati.
Lui teneva ancora il telecomando in mano. Non lo stava usando, ma non lo aveva lasciato andare.
Ho pensato che anch’io faccio così. Penso di avere in mano qualcosa che dovrebbe guidarlo. E intanto guardo da un’altra parte.
La macchina ogni tanto si riattivava e faceva quello che voleva.
Buona Pasqua, ci vediamo sabato prossimo.



Non so se dovrei dirlo, forse gli piacciono le cose "tamarre" 😀
#Stefanounodinoi!
Quanto sarebbe bello avere un telecomando per gestire le derapate della vita! Buona Pasqua the Zanex! Baci a tutti!