83. Distanze
È mattina presto, l’autostrada e i panorami scorrono veloci. Chiari, Peschiera, Affi, Bressanone. Una breve sosta a Rovereto per un cappuccino, podcast, musica, concentrazione, ma anche molti pensieri liberi.
Questa newsletter si chiama Vulnerabile e racconta il rapporto con mio figlio, che ha una malattia genetica rarissima. Fa tante cose che appaiono complesse, ma altre, più semplici, restano sfide enormi.
Esce di sabato, che è il nostro momento insieme. O almeno vorrei che lo fosse.
Sono solo in auto e sto andando a passare quattro giorni con mia figlia che è in vacanza da due settimane in Alto Adige.
Mio figlio ha trovato subito un nuovo stile di comunicazione con la sorella. Il telefono non funziona: lui lo usa per essere dispettoso, riattacca in continuazione, chiede di richiamare e noi, oramai, non caschiamo più nella trappola. Sappiamo che anche la nuova chiamata durerebbe pochi secondi.
La comunicazione asincrona, invece, è perfetta e, quindi, abbiamo fatto ogni giorno alcuni video, sperimentando diversi generi.
Il fitcheck dei creator, qualche nuovo travestimento di Carboncino (boscaiolo), la conquista degli spazi della sorella (lui al suo posto a cena) e soprattutto le prese in giro.
Il suo capolavoro è quando mette il telefono perpendicolare all’orecchio e imita mia figlia mentre ascolta i messaggi vocali a velocità accelerata.
“Ppppppp bbbbbhh”
“Cosa fai Stefano?”
“Chiara”
In queste due settimane ho spesso pensato che una famiglia non sia solo fatta dalle persone che la compongono, ma soprattutto dalle distanze tra loro.
Quando uno parte, gli altri non restano semplicemente gli stessi, con uno in meno. Si spostano. Trovano altri equilibri. Cambiano traiettoria e modi di comunicare. E quando quella persona torna, non torna semplicemente al suo posto: spinge tutti a trovare una forma nuova.
Ci vediamo sabato prossimo.
Vacanze
Vulnerabile sarà in vacanza dall’1 agosto, per tornare il 29 con qualche racconto di viaggio.


